16 febbraio 2011

pane di semola

durum wheat bread2

vi serve:


850-900gr di acqua
1000-1200kg di semola di grano duro rimacinata
10gr di lievito
sale

nel boccale del ken, l'acqua e il lievito. 5min vel.1
lasciate riposare per ca 4ore
poi aggiungete la semola: 15min vel.1(non tutta, vedete quanto ne ha bisogno.
l'impasto deve staccarsi dalle parete, ma rimanere morbido)
aggiungete il sale: 5min vel.2
lasciate lievitare fuori(non con temperature sotto 5°) coperto da un telo.
se la temperatura esterna è superiore a 15-17°,
cercate un posticino più fresco, anche il frigo va bene..se avete posto..se no..anche taverna, garage, dispsensa)
la mattina dopo tirare dentro e togliere dal boccale.

lavorare l'impasto finchè si riscalda.
formate un filone, una pagnotta, intrecciate..come vi piace a voi.

lasciare lievitare fino a raddopio(ca 2ore)

cuocere a 230° per 10min
poi abassare a
200° per 40min.

nb. se volete fare le rosette..ricordatevi di infarinare(con la semola) sotto la vostra palla ed ogni volta che usate lo stampo..se no..si attacca all'impasto

15 febbraio 2011

Novel Food #12 - Pane integrale

partecipo ai corsi del CTG - El Vissinel da 4 anni.
 CTG sta per Centro Turistico Giovanile, e qui ci viene da ridere ogni volta perché l'età media è...50anni! ma è importante sentirsi giovanissimi dentro.
 ogni anni siamo ospitati di un paese diverso e quest'anno gioco in casa, siamo a Bardolino!
che poi, come residenti abbiamo fatto figura magra, su 52 iscritti siamo solo in due residenti a Bardolino, Flo ed io.
 dopo ogni lezione teorica, segue una uscita guidata, dove siamo più rilassati (eh sì durante le lezioni senti solo penne che scrivono, macchine digi che scattano in silenzio, e qualche sommessissimo commento), chiaccheriamo, ridiamo, domandiamo e si, qualche volta ci perdiamo.
 a parte tutte le cose interessantissime che imparo, conosco un sacco di persone.
uno di questi è il Prof. Fabio Gaggia, l'avevo conosciuto quando ha presentato il suo bellissimo libro suAlessandra di Rudinì Carlotti, che mi ha regalato.
invece, martedì scorso ci ha tenuto una lezione su Priorato di San Colombano di Bardolino,
ed in quell'occasione mi ha regalato questo libro (non solo a me, a tutti, ci ha fatto scegliere)

il mulino dei padri camaldolesi

Eremo di San Giorgio e la Comunità monastica di Camadoli

la storia del mulino ed i suoi proprietari inizia già nel 9 secolo, la prima nota trovata scritta è datata 862 e l'ultima è all'inizio della Seconda Guerra Mondiale, quando il mulino ha smesso definitivamente di funzionare, di produrre.
 più di mille anni di storie, di intrecci di persone intorno questo mulino, che resta sempre il centro, il cuore della vicenda.
storie di nascite, di morte, di amori, di litigi, di guerre e di pace.
Fabio scrive in modo facile e comprensivo, così che anche una un po' ignorante come me, può capire tutto.

è curioso sapere che a Garda il piccolo torrente Tesina, che arriva dal Monte Baldo, scendendo da Castion e sfocia a Garda dove cambia il nome in Gusa, aveva 22 mulini in funzione nel XVI secolo.
infatti da lì il nome Valle dei Molini, nome che esiste ancora, e se doveste venire in zona, andateci!
è un luogo davvero speciale anche se di mulini se ne vedono solo 3, ma la flora (gli equiseti, le iris palustri e il sambuco sono numerosissime) e la fauna (famosi i gamberi di fiume, che ammetto non ho mai viso, ma dicono che ci sono). non ti sembra di essere a due passi da lago che in Agosto è gremito, o vicino la strada che collega Garda con Costermano e che è molto trafficata,in ogni stagione.
a me piace moltissimo, e l'ho inserito nei miei giri con Fit & Sun già l'estate scorsa.
 é un giro lungo (14km) ma molto tranquillo da Garda, Valle dei Molini, Costermano (con il cimitero Tedesco, dove in questo momento l'Erica sta fiorendo),
Bondì, le Baesse, La Dacia, il Belvedere con il Feudo, Cà Vettor, giù nella Valsorda per poi finire a Bardolino.
piace moltissimo, perché tra oliveti, vigneti, case, monumenti, panorama qui si respira la storia in ogni angolo.

tablescape in beige


faccio il pane in casa penso ormai da 12-13anni. ho iniziato perché Gokki (figlia n°3) era allergica praticamente a tutto. poteva mangiare solo il "pane comune", non condito ma era sempre più difficile trovare, così ho iniziato farlo io. all'inizio a mano, poi nel 2001 è arrivato il Bimby ed nel 2006 il Ken
I bake our bread for at least 10years now, I started because our daughter
oggi Gokki sta meglio, ma io non ho più smesso fare il pane. quello più frequente è il pane di semola, ma sopratutto d'inverno ci piace questo integrale.

tablescape in beige


vi serve:

900ml di acqua
1,2kg di farina integrale bio (la mia viene dal mulino Bartolino)
farina 0 q.b*
5gr di lievito fresco

whole wheat bread - fullkorns bröd - pane integrale

sciogliere il lievito nell'acqua. aggiungere tutta la farina integrale e quella bianca finché l'impasto non è
amalgamato bene, deve rimanere appiccicoso, ma staccarsi dalle pareti del boccale.
lasciatelo bello mollo ed appiccicoso, aiuta la lievitazione
coprite con un sacchetto di nylon e lasciate lievitare in un posto fresco per 12-14 ore.
il lo lascio nell'entrata perché il boccale del ken è troppo grande per il frigo.
rovesciare l'impasto così come è dal boccale su una placca del forno coperta da carta forno.
se proprio volete potete raccogliere l'impasto con la spatola e fare qualche taglio con un coltellino.
infornate a 250° per 30min e poi abbassate a 190-180° per un'altro 40min.**



whole wheat bread - fullkorns bröd - pane integrale



brigida_ate:
* chiedo scusa se non sono precisa con le dosi. io parto dall'acqua e poi aggiungo farina, quanto me ne richiede.
non è mai uguale, perché dipende che tipo di farina uso. l'importante è che resti appiccicoso, questo vi darà quella umidità dentro tipica del pane integrale.
 **parto con il forno freddo. uso lo statico che nel mio forno cuoce meglio




Ho mandato l'edizione inglese di questo post a Simona di Briciole per la 12 esima edizione di Novel Food
un'evento che lei cura insieme a Lisa di Champaign taste.
è tutto iniziato con una conversazione sul cibo nei libri di Montalbano, questo le ha dato l'idea di far sposare letteratura e cibo in un blog evento

invece la versione Italiana, la vorrei dedicare alla mia amica Laura che da venerdì, non è più con noi.
lei come me o forse anche più di me amava questo territorio, con la sua storia e con le sue persone.
ciao laura.

tramonto la Cà 12 feb 2011

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